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1.
La nostra Comunità è ortodossa; si segue il minhag (rito) sefardita;
tuttavia non vi sono problemi se persone che seguono altri riti desiderano sposarsi a Venezia,
purché la loro ebraicità sia attestata da un Rabbinato ortodosso riconosciuto.
A Venezia ci sono cinque sinagoghe di rito diverso e di differente ampiezza.
La Scuola Spagnola è una sinagoga di rito sefardita, costruita nella seconda metà del ’500 (rifatta nel ’600),
e può ospitare più di 200 persone. La Scuola Levantina (sefardita, fine ’500) può ospitare circa 120 persone.
Inoltre ci sono la Scuola Tedesca, Scuola Canton e Scuola Italiana (tutte del 1500) che possono ospitare poche persone.
2.
Per l'uso delle sinagoghe bisogna tener conto che sono sinagoghe ortodosse.
Tuttavia, durante la cerimonia, gli uomini e le donne possono stare nella medesima sala, su lati opposti.
3.
Per i matrimoni la Comunità provvede alla chuppah (che è antica e preziosa), al bicchiere da kiddush in argento
(che fa parte della nostra collezione) e al bicchiere da rompere alla fine della cerimonia.
4.
La Comunità può fornire una ketubbah stampata.
5.
La data della cerimonia va fissata in accordo con il rabbino.
6.
L'offerta richiesta per la cerimonia agli iscritti è di € 350
7.
La tariffa comprende:
- la pulizia della sinagoga prima e dopo la cerimonia
- il servizio di sicurezza all’ingresso della sinagoga per tutta la durata della cerimonia
- l'uso dei locali del Centro Comunitario per un eventuale rinfresco
- spese varie (di Segreteria, telefoniche, postali, fax, ecc.)
Per quanto riguarda i matrimoni la tariffa comprende anche:
- il controllo e la verifica della validità rituale da parte del rabbino dei documenti
- il bagno rituale per la sposa
- l'ufficiatura della cerimonia da parte del rabbino e del chazan
- la ketubah stampata e l'allestimento della chuppah.
Regole per la celebrazione dei matrimoni
1. Il Rabbino Capo, nel rispetto della halakhà, necessita di:
a) certificato di un Rabbinato ortodosso che attesti che lo sposo e la sposa sono ebrei e sono membri di una Comunità (l’appartenenza a una Comunità ortodossa rende le procedure più semplici);
b) Teudath Ravvakuth, ossia certificato che attesta che gli sposi non hanno precedenti legami matrimoniali, compilato da un Beth-Din ortodosso.
1. Se gli sposi hanno la cittadinanza italiana il matrimonio celebrato nelle nostre sinagoghe può avere, a richiesta, anche effetti civili.
2. Il rabbino e il chazan possono agire anche da testimoni agli effetti rituali. I testimoni dovranno, in ogni caso, essere shomerè mitzwòth.
3.
Per quanto riguarda il miqwe,
la futura sposa può farlo nella nostra Comunità o presso altra; in questo ultimo caso dovrà essere portato un certificato, che attesti che il
il miqwe è stato fatto in un periodo non antecedente i quattro giorni dalla cerimonia.
Maggio 2011
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